sabato 7 febbraio 2026

In mezzo alla natura: Fondo Auteri

    Il Fondo Auteri si trova alle pendici del Monte Erice, a Sant’Andrea di Bonagia nel Comune di Valderice, e comprende un’area di circa 4,5 ettari e un baglio di antica costruzione restaurato e riconvertito in struttura di accoglienza. Dopo il suo degrado, riqualificato con un finanziamento UE, viene gestito dalla Cooperativa Sociale “Voglia di vivere” alla quale il Comune l’ha affidata e si interessa dell’integrazione lavorativa di disabili.

Nel fondo sono presenti alberi monumentali, agrumeti, piante ornamentali e aromatiche, un parco giochi per bambini, un’area barbecue, la sorgente, un bunker della seconda guerra mondiale e percorsi segnati per le camminate. La struttura dispone anche di tre camere per ospitare famiglie e associazioni, comitive. È adatta anche ad ospitare manifestazioni di vario genere.

   Sul posto vengono organizzate attività estive e allestite mostre e convegni. In loco si possono degustare, naturalmente su richiesta, prodotti e piatti della cucina locale. L’area è frequentata da scolaresche e scout che possono organizzare i loro percorsi di attività nel grande spazio verde del fondo in mezzo alla natura.
barbecue
Inoltre il Fondo Auteri occupa una posizione favorevole per chi voglia visitare i dintorni come Erice e San Vito Lo Capo, e offre un panorama di grande  bellezza paesaggistica sul golfo di Bonagia e sulla baia di Cornino. Da Fondo Auteri si può raggiungere in pochissimo tempo la riserva naturale di Monte Cofano.
ciottolato esterno

mercoledì 30 luglio 2025

Un incendio devastante

    Nella notte tra il 25 e il 26 luglio anche Monte Cofano, sede di una riserva naturale orientata, come si è verificato ultimamente in altre aree della Sicilia, è stato devastato dalle fiamme a causa del forte vento e dell’altissima temperatura.


Per cercare di salvare la riserva e il suo patrimonio naturale è stato necessario un massiccio intervento dei vigili del fuoco, della forestale, della protezione civile e dei numerosi volontari che sono accorsi in aiuto. Le fiamme si sono alimentate estendendosi fra il comune di Custonaci e quello di San Vito Lo Capo investendo anche la Riserva del Cofano e quella dello Zingaro, entrambi gioielli naturalistici della Sicilia occidentale. Grande è stata la paura degli abitanti molti dei quali sono stati costretti ad abbandonare le loro abitazioni o villette di villeggiatura, almeno quelle più esposte alle fiamme. Sono state ore drammatiche ma, per fortuna, non ci sono state vittime, il bilancio però in termini di disastro ambientale è enorme e ci vorranno diversi anni prima che rispunti la copertura vegetale del suolo che è stato bruciato, se mai avverrà. Ogni incendio causa danni irreversibili alla flora e anche alla fauna perché distrugge l’habitat naturale delle piante e degli animali. Nella Riserva Orientata di Monte Cofano vivevano specie rare ed endemiche che non ricresceranno, nidificavano volatili particolari che non troveranno più i loro rifugi naturali per costruire nidi, inoltre il calore intenso ha ucciso tutti quegli organismi essenziali per la fertilità del suolo causando perdite enormi della biodiversità per la quale ci vorranno decenni per un recupero almeno parziale.

lunedì 15 aprile 2024

Fioriture in riva al mare

   A cominciare dalla primavera, prima dei caldi estivi spesso caratterizzati dai venti di scirocco, la costa rocciosa che va dall’ex tonnara, ormai diruta, di San Giuliano fin oltre Bonagia a raggiungere il lungomare sotto Cofano, si riempie di piccole piante molto interessanti per i loro abbondanti fiori. Alcune di queste fioriture si mantengono anche nelle stagioni successive e sono molto resistenti alla siccità. Le estati mediterranee calde e secche hanno poca influenza sulla loro sopravvivenza, ad esempio le alofile, piante tipicamente marine, si adattano a sopravvivere in condizioni di scarsità d’acqua.

pallenis marithima

Lungo il litorale di Bonagia a toccare quasi il mare, proprio dietro la Tonnara, ne ho fotografate alcune: la  pallenis marithima che sappiamo crescere in pieno sole sulle rupi costiere.
carpobrotus

Tra le succulente ho notato il carpobrotus, (conosciuto anche come unghia di strega) dal portamento cascante e pronto a sbocciare, e l’aloe arborescens quasi nascosta dalle agavi.
aloe arborescens e agavi

A Cornino lungo il litorale pietroso le fioriture di piante sono molto estese dando vita a macchie di fiori dai colori variopinti. Difficile distinguerne le varietà e riconoscerne i nomi.
particolare 

Cornino

Il crithmum maritimum o finocchietto marino cresce molto abbondante in riva al mare e se ne può scorgere anche a distesa.
critthmum maritimum
Esistono naturalmente altri tipi di alofite che per il momento non ho scoperto durante le mie escursioni su questi litorali.

mercoledì 4 ottobre 2023

La Baia di Cornino


Cornino è la frazione balneare del Comune di Custonaci ed una delle mete turistiche più belle ed interessanti della Sicilia occidentale. Il contesto naturale in cui si colloca è quello di Cala Bukuto unito alla scenografica presenza di monte Cofano, infatti Cornino e la sua baia sono parte integrante del territorio compreso nella Riserva naturale del Monte Cofano.


Molto frequentata d’estate per il suo mare dalle acque limpide e cristalline, la baia attira molte famiglie che amano trascorrere le giornate estive, soprattutto le domeniche, lontano dal fragore di San Vito Lo Capo. Il tratto di costa della baia comprende calette sabbiose con spiaggia libera ben attrezzata e parti di scogliera dove ogni anno viene montata una passerella galleggiante per facilitare l’accesso al mare a causa delle rocce molto scivolose che non permetterebbero un’entrata sicura in acqua. Una novità nata da qualche anno è la Tarzan Boat, una specie di parco acquatico itinerante che funziona come una imbarcazione e che costituisce un'eccezionale attrattiva. Le recenti iniziative infatti contribuiscono a far affluire sempre più bagnanti soprattutto giornalieri perché mancano in zona vere e proprie strutture alberghiere per potersi soffermare stabilmente. La piccola spiaggia di sabbia, in parte riportata, è il punto focale della baia e diventa affollatissima tutte le domeniche. A Cornino, fino a tre quattro decenni fa piccolo borgo di pescatori con le case sul mare, le villette dei villeggianti estivi si spingono fin sotto l’ingresso alla riserva di monte Cofano.                   

Molto ha contribuito allo sviluppo del porticciolo l’istituzione di questa riserva che ha uno dei suoi due ingressi, il principale, a Cala Bukuto.

giovedì 23 giugno 2022

La montagna di Erice

   La montagna sulla cui vetta sorge la cittadina medievale di Erice è di grande interesse naturalistico: la sua copertura vegetale varia dalla macchia mediterranea ai boschi e alle pinete fino al giardino del Balio (da pochi anni risistemato).

   Percorrendo in auto i tornanti di Erice, oltre la strada asfaltata si possono incontrare diversi sentieri percorribili a piedi ma anche stradine sterrate praticabili in moto e in mountain bike (si vedono anche dall’ovovia), la montagna, infatti, è meta di escursioni che la rendono fruibile anche dal punto di vista sportivo oltre che naturalistico. I sentieri più noti sono quelli di Sant’Anna che sale lungo il versante occidentale e che raggiunge Erice Vetta e il sentiero di San Matteo, sul versante nord, che raggiunge il Museo agroforestale.
La protezione della montagna è affidata all’Azienda Forestale che è l’Ente che si interessa di ripulire i sentieri esistenti o di creare nuovi percorsi frequentabili e anche di togliere sterpaglie e di sistemare i parafuoco. Purtroppo frequenti incendi, spesso causati dal forte Scirocco, sempre estivi e ormai annuali, hanno distrutto ettari di macchia mediterranea fino a lambire i boschi e le pinete di cui Erice va famosa. Gli incendi sembra vengano causati dalla mano dei piromani che restringono sempre più la sua vegetazione, per non parlare dei disagi causati dalle fiamme ai numerosi villini sorti sui fianchi del monte.

lunedì 6 giugno 2022

Lo Zingaro, riserva naturale orientata

 

  È stata la prima riserva ad essere istituita in Sicilia nel lontano 1981 ed è rimasta sicuramente la riserva più conosciuta e visitata nonostante le prime vicissitudini e gli incendi subiti nell’arco di questi ultimi anni. La riserva è un esempio di conservazione del territorio e della sua biodiversità. Ha diverse analogie floristiche e faunistiche con la Riserva di Monte Cofano con la quale ha continuità territoriale con affinità morfologiche e ambientali, per questo motivo non si può fare a meno di scriverne alcune caratteristiche essenziali. La riserva si estende tra Castellammare del Golfo e Capo San Vito nei quali comuni ricade. Due sono gli ingressi consentiti: uno ad un km circa dal borgo di Scopello e l’altro a circa 12 km dal paese di San Vito Lo Capo. Ogni anno attira più di 300.000 visitatori che si inoltrano attraverso sentieri segnati: il sentiero costiero, il sentiero di mezza costa e il sentiero alto ai quali si aggiungono il sentiero Passo del Lupo e il sentiero Bosco Scardina. 
   Il sentiero più suggestivo è certamente quello costiero da cui si può godere una bellissima vista sulle calette e le spiagge lungo la linea della costa. Al di là di tutte le attività e i vari laboratori che vengono programmati si può visitare la riserva solamente per trascorrere una giornata al contatto con la natura, ma è bene informarsi sul regolamento e su l’equipaggiamento adeguato da indossare.
 La riserva rappresenta un angolo di paradiso ancora incontaminato coperto da una vegetazione di tipo mediterraneo e, oltre alla macchia si trova anche la gariga a palma nana che è il simbolo della riserva dello Zingaro, l’unica palma nana che nasce spontaneamente in Sicilia, ma si contano anche specie endemiche rare come il limonio di Todaro, gli alberi da sughero, il perpetuino, il fiordaliso della Sicilia, il cavolo selvaggio, solo per citarne alcune. Inoltre 25 specie differenti di Orchidee spontanee in primavera possono essere ammirate attraverso tour organizzati.

lunedì 9 settembre 2019

La depressione del mistero

foto scattata dalla strada 'Asse dei Marmi'
   La depressione naturale in località Bufara, a Custonaci, è dovuta a un fenomeno carsico, alla caduta di un meteorite o è legata ad una fantasiosa leggenda della quale abbiamo già spiegato l'origine in una pagina  di questo blog?
 Secondo gli scienziati è dovuta semplicemente ad un normale processo di erosione, sarebbe quindi una formazione geologica carsica (del resto tutto il territorio di Custonaci è interessato dal carsismo) detta dolina che si è creata durante i millenni attraverso l'erosione causata dall'acqua dei ruscelli della zona e che converge a spirale in un punto centrale della fossa detto inghiottitoio.
   La dolina di Bufara è ubicata a sud est della contrada Sperone-Assieni, ha una forma sub-ellittica ampia circa 200 per 300 m ed è profonda circa 40 m. Col tempo l'erosione ha allargato la conca e le pareti sono crollate riempiendola un poco alla volta. Il suo accesso è difficile perché ha pareti a strapiombo, filo spinato all'intorno e sterpaglie ovunque.    
   All'interno ospita una vegetazione di tipo mediterraneo dove un inspiegabile microclima fresco ha favorito lo sviluppo di una flora non riscontrabile all'esterno creando una specie di tappeto verde, innaturale per un territorio arido in cui prevale un clima asciutto quasi tutto l'anno.

domenica 28 ottobre 2018

L'aquila da proteggere

aquila di Bonelli,
disegno di V. Peralta
   Una buona notizia per l'avifauna siciliana! Nella cronaca di Trapani sul giornale di Sicilia, giorni fa ho letto un articolo riguardo un rapace la cui presenza in Italia è limitata ad un areale molto ristretto.
   L'aquila del Bonelli (o aquila fasciata) è una specie rara e protetta che nidifica in Sicilia: nel trapanese in particolare dentro le riserve dello Zingaro e di Monte Cofano. Secondo quanto è stato monitorato via satellite dal Life ConRaSi (conservazione rapaci Sicilia) un giovane esemplare, femmina, nato nella primavera di quest'anno, si è spinto fino alle Egadi per ritornare, dopo qualche giorno sulla terraferma. Ne ha dato notizia il Wwf che ha considerato la perlustrazione delle isole fatta dall'aquila di buon auspicio, visto che poco tempo prima un altro rapace era stato ucciso sempre nel trapanese. Lo sconfinamento del rapace, sempre secondo il Wwf, costituisce un fatto nuovo perché le isole Egadi, in futuro, potrebbero diventare un luogo di nidificazione stabile per qualche coppia di rapace.
   L'aquila del Bonelli è un uccello rapace della famiglia degli Accipitridae, il suo nome deriva dall'ornitologo Franco Andrea Bonelli. Preferisce ambienti rocciosi e montuosi, dal mare fino ai 1.500 m in areali a vegetazione arbustiva mediterranea. La sua sopravvivenza è a rischio a causa della sempre maggiore presenza antropica nelle aree di nidificazione, per i frequenti incendi, per il bracconaggio e per l'uso dei pesticidi nelle zone coltivate. Per questo è stata inserita nella Lista Rossa delle specie ritenute in pericolo.

martedì 29 agosto 2017

Lo sbarco a Cala Buguto

  Ieri sera sul litorale di Cornino in un magnifico paesaggio dominato dalla mole di Monte Cofano, tra palme nane e villette, a due passi dall'ingresso della riserva, si è svolto il consueto sbarco di Maria Santissima di Custonaci. 


sullo sfondo monte Cofano 
attesa a cala Buguto   
Lo sbarco è avvenuto al tramonto presso Cala Buguto in prossimità del lido 'Acquarius'. In questa cala si narra che approdasse l'immagine della Madonna dopo il naufragio e il suo salvataggio, assieme ai marinai, usciti anche loro incolumi dalla tempesta.
l'arrivo del veliero con la Sacra Immagine

sabato 12 agosto 2017

Buon compleanno Riserva!

   Quest'anno, il 25 luglio, la Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano ha compiuto 20 anni. Per celebrare l'evento dal Comune di Custonaci sono state organizzate momenti musicali, proiezioni e degustazioni varie. 
   In questi anni l'Ente Gestore, ha  provveduto a sistemare la riserva mentre l'amministrazione comunale ha dato il suo contributo con la pubblicizzazione di iniziative mirate a diffonderne la conoscenza.
ingresso principale
   La riserva ormai viene frequentata non solo da escursionisti domenicali amanti dell'ambiente e della natura, ma anche da scalatori esperti che si arrampicano sulle pareti scoscese del monte. 
Per non dire poi dei gruppi spontanei che percorrono i suoi sentieri inerpicandosi fino in cima. 
  Testimonianze storiche, vecchie tradizioni contadine, prodotti che evocano antichi sapori, unitamente ai paesaggi mozzafiato e a un mare incontaminato sono tutti gli ingredienti che hanno determinato il successo di questo sito naturalistico.   
   La celebrazione è servita anche per parlare di tutte le attività produttive che hanno contribuito a rilanciare il territorio custonacese.  

mercoledì 15 marzo 2017

Giornata nazionale del paesaggio




   Il panorama è quello che si gode dalla vetta di monte Cofano: sullo sfondo Erice, il litorale, il golfo di Bonagia e Cornino.

mercoledì 22 febbraio 2017

Baglio Cofano

   Chi visita monte Cofano non può non notare un baglio che prende il suo nome. E’ ben noto agli escursionisti perché il sentiero B che sale fino in cima ha inizio proprio da questo baglio. 
Baglio Cofano, sentiero di ingresso alla riserva
   Inserito in un paesaggio naturale di impareggiabile bellezza, il baglio è posto a 260 m s.l.m. sul dorsale Nord di monte Cofano a ridosso del bacino marmifero di Custonaci. 
  
il baglio com'è attualmente
   La struttura originaria non aveva le caratteristiche del baglio vero e proprio. Si trattava infatti di un complesso edilizio costituito da diversi edifici ravvicinati che, adattandosi all’orografia del terreno, davano luogo ad un nucleo edilizio molto articolato comprendente le abitazioni, le stalle, il fienile, il forno, una fornace, i locali adibiti alla produzione dei formaggi ed il salatoio.   

martedì 6 dicembre 2016

I segni del fuoco

   Una passeggiata sotto monte Cofano in una di queste calde giornate autunnali, salendo da Cornino fin sotto il costone roccioso a sinistra della grotta Mangiapane, e su per la stradina sterrata tra le piante di palma nana, è stata rivelatrice del disastro provocato dal fuoco incendiario (sicuramente estivo). 
   I segni degli incendi sono evidenti a toccare quasi le villette costruite incautamente fin quassù dove, peraltro, si gode una vista bellissima sul golfo di Bonagia e su Cornino, e sono rivelatori di quanto devastante possa essere la mano dell'uomo quando è rivolta contro la natura.


 A Cofano gli incendi si ripetono puntualmente ogni estate distruggendo quel che resta della gariga a palma nana e allarmando gli abitanti di Scurati e di Cornino con preoccupazione e rassegnazione dei villeggianti ormai abituati ad atti di questo tipo.
   Dalle immagini potete voi stessi rendervi conto del disastro ambientale provocato dai piromani o da chi altro osa attentare alla salute del patrimonio naturale di questo luogo.  

mercoledì 24 agosto 2016

Cofano e Maria Santissima di Custonaci

   L’idea di scrivere un post sulla Madonna di Custonaci nasce dalla lettura del volume “Le glorie di Maria Santissima Immacolata sotto il titolo di Custonaci” scritta da Giuseppe Castronovo (1814-1893) e ripubblicato nel 2010 in occasione dei festeggiamenti della Madonna (un gradito regalo che mi è stato offerto da amici). 
   La lettura del testo ha avvalorato la mia convinzione di quanto gli antichi culti legati a monte Cofano siano inscindibili da quelli di Erice nel cui territorio viene da tempo onorata la Santissima Vergine Madre custodita nel Santuario di Custonaci, anzi si può dire che si rifanno alla stessa matrice rituale.
   La Madonna di Custonaci costituisce, forse, l’elemento religioso unificante di maggiore entità per le popolazioni dei comuni limitrofi che si riconoscono in Erice o Monte San Giuliano come loro nucleo originario. 
Custonaci, Santuario della Madonna: altare centrale
   Il culto di questa Madonna, che ha attraversato secoli, è tutt’ora molto forte ed ogni anno le vengono dedicate solenni feste sia a Custonaci che ad Erice  (ma anche nel resto dell’hinterland trapanese).
   I festeggiamenti ricadono nell’ultima settimana di agosto e culminano il mercoledì dello stesso mese. Per l’occasione nei cortiletti delle case ericine ricordo che vengono addobbati gli “altari” con le Madonne e che anche a Custonaci è previsto un programma all'insegna della tradizione, della cultura e dello spettacolo.    

giovedì 18 agosto 2016

L'offerta turistica

   E’ certamente un fattore positivo che al turismo balneare tipico della costa che da Bonagia arriva fino a San Vito Lo Capo, forte fonte di reddito per l’economia locale, dopo l’istituzione della riserva  dello Zingaro e di Monte Cofano, si sia aggiunto anche il turismo di tipo ambientale che incrementa ulteriormente l’attività ricettiva e di sviluppo turistico della zona.
   Il territorio limitrofo delle due riserve è dotato di una buona ricettività turistico-alberghiera e le bellezze paesaggistiche sono incomparabili ma, oltre alla natura e al mare altre motivazioni invogliano i visitatori a soggiornarvi: conoscere i siti di interesse storico-archeologico dislocati in tutto il trapanese, gustare i piatti della tradizione locale,  assaggiare i dolci tipici e bere i nostri vini. 
   Per una buona promozione territoriale e per offrire un pacchetto turistico più variegato, le località costiere dell’ericino da anni organizzano e pubblicizzano (anche con riscontri molto positivi) diverse manifestazioni.
San Vito Lo Capo
A San Vito Lo Capo, da maggio a fine settembre gli eventi e le feste si verificano periodicamente. A fine maggio si inizia con il Festival Internazionale degli aquiloni, segue la Festa di San Vito (1-15 giugno), il “Tempu ri capuna” o pesce lampuga (prima metà di settembre) che è una rassegna dedicata al pesce azzurro e il “Cous-cous day” (seconda metà di settembre), quest’ ultimo, di rilevanza internazionale, nato per allungare la stagione balneare estiva. Questa rassegna gastronomica è nata nel 1998 ed ha per protagonista il cous-cous, tipico piatto arabo che nella cucina trapanese è a base  di pesce ma che si presta a ricette in cui viene proposto con altre varianti (verdure, carni, legumi). 
   Ma ci sono anche altri appuntamenti con rassegne legate alla promozione del territorio e anche una rassegna letterale e un evento musicale dedicato al jazz. La scorsa estate, a Custonaci, 
preparazione delle sfincie
 durante una festa paesana, ho assaggiato un dolce che nel trapanese viene preparato per le festività natalizie: la 'sfincia'. 

piatto di sfincie condite
   A fine agosto a Custonaci e ad Erice, per più giorni, ci sono i festeggiamenti per la Madonna (iniziano con lo sbarco a Cala Buguto a Cornino e terminano con i fuochi d'artificio)    
   Queste sono solo alcune delle tante iniziative turistiche nate per promuovere la parte costiera nord-occidentale del trapanese.
nave punica, M. Archeol. Marsala
teatro di Segesta



A queste si aggiungono le rappresentazioni teatrali di Segesta e musicali della Villa Margherita a Trapani (per l’intera estate), che, unitamente ai musei e ai monumenti di Trapani, Marsala, Mazara, ai siti archeologici (Mozia, Selinunte, Segesta) e storico-medievali come Erice (uno dei luoghi più incantevoli della Sicilia occidentale) rendono questo territorio molto richiesto per il turismo culturale.
Erice, bottega medievale
Erice, stradina lastricata
   In conclusione penso che si possa dire con certezza che i percorsi naturalistici, se confezionati unitamente a quelli storico-monumentali, culturali in genere ed enogastronomici in particolare, possono offrire al turista una visione più completa del territorio e rappresentare un’ulteriore occasione per il decollo dell’economia locale, ultimamente un po' sofferente.

martedì 12 luglio 2016

Lo stato di salute della vegetazione siciliana

   Attualmente lo stato di salute della vegetazione di alcuni ambienti naturali in Sicilia non è decisamente buono, e sono pochi i casi in cui  si possono individuare aree ben conservate o perché sono state protette in tempo o perché sono scampate agli incendi quasi sempre di tipo doloso (più difficilmente dovuti all’autocombustione).  
parco delle Madonie, Isnello 
  In genere il manto vegetazionale originario di cui la Sicilia in passato era ricca, non esiste più in forma compatta ed estesa e la sola constatazione di questo fenomeno negativo è sufficiente per accorgersi di quanto siano vere, seppur drammatiche, le parole di Chateaubriand: “La foresta precede l’uomo, il deserto lo segue”, che mai per nessun’altra regione sono state più appropriate.
   Il depauperamento delle risorse vegetazionali è stato per secoli un evento lungo e inarrestabile che è continuato fino ai giorni attuali.
  Quanto alle cause che hanno determinato o accelerato il degrado, sono stati soprattutto gli interventi deleteri dell’uomo come l’introduzione delle colture, il pascolo e l’urbanizzazione a provocare la distruzione di vaste aree di vegetazione di cui la Sicilia era coperta.
Madonie, quercus suber
  Ma negli ultimi decenni è a causa, soprattutto, di fenomeni di distruzione come gli incendi che i climax principali della vegetazione mediterranea sono ormai raramente riscontrabili in forma integra.
   Nel trapanese, nella stagione estiva e in presenza di forte vento di scirocco, gli incendi sono diventati sempre più frequenti dentro la Riserva dello Zingaro e su monte Erice con la distruzione di ettari di vegetazione mediterranea (gariga e pineta). Il ripetersi del fenomeno annualmente allerta gli enti preposti alla sicurezza e costringe all'evacuazione gli abitanti delle zone investite dal fuoco.
monte Erice, vegetazione su roccia
   Il fenomeno, affinché possa decrescere, ha certamente bisogno di controlli più accorti e mirati all’individuazione degli attentatori il cui reato contro l’ambiente è giusto venga perseguito. Non mi pare che le norme vigenti siano al momento severe. 
   Il 16 giugno 2016 abbiamo assistito al clamoroso incendio che è arrivato fino a Cefalù. Gravi ferite sono state inferte all’ambiente e al patrimonio boschivo e sono state danneggiate anche strutture produttive e molte abitazioni; il fuoco è arrivato anche sul lungomare.
Cefalù sul mar Tirreno
Cefalù, il Duomo
  Nell’arco di decine di anni gli incendi hanno mutato anche l’aspetto originario del Cofano facendogli assumere una fisionomia più aspra e selvaggia a causa della riduzione progressiva della vegetazione, un tempo più numerosa e variegata.

   Solo in qualche zona marginale e accidentata si trovano residui di querceti, di lecci, di olivastro, di pistacchio o di frassino che un tempo facevano parte di fasce più estese andate bruciate.     
   Il paesaggio vegetale del monte ha subito delle trasformazioni riducendo anche la presenza degli esemplari della flora, che un tempo connotavano le sue pendici e della gariga nel lato Sud-Ovest del monte.
 villette ai margini della riserva
   Inoltre è stato a causa di un’azione umana sconsiderata e di una politica miope verso l’ambiente che, a Cornino, la costruzione di villette si è spinta fin sotto la base del monte distruggendo parecchie formazioni di gariga a palma nana e ad ampelodesma.







mercoledì 29 giugno 2016

Riserve naturali in Sicilia

   Le Riserve in Sicilia sono state costituite per i vari aspetti morfologici e vegetazionali che caratterizzano le aree in cui sono nate (vegetazioni di tipo montano, ripariali o idrofile).
saline di Trapani
   Si potrebbero annoverare tutte le peculiarità delle riserve siciliane ma risulterebbe un elenco troppo lungo così la scelta è caduta solo su alcune di esse.
   Sull’isola di Lampedusa, una delle riserve più pubblicizzata nelle trasmissioni televisive, viene protetta la tartaruga marina caretta caretta, iniziativa esemplare che coinvolge personale addetto alla preservazione della specie.  
  Particolarmente interessante è la riserva marina dell’isola di Ustica,  per il patrimonio faunistico e per la vegetazione dei suoi fondali, unici in Europa per bellezza e ricchezza di fauna ittica  
   L’isola di Capo Passero è diventata riserva perché costituisce un unicum geologico in quanto formata da calcarei fossili. 
   La riserva di Vendicari, nel siracusano, costituisce un raro esempio di ambiente palustre e una delle zone umide più importanti della Sicilia, ma anche nelle saline di Trapani e Paceco nidificano moltissimi uccelli acquatici, e nella riserva cresce anche una flora particolare.
saline di Trapani, malvone maggiore
fungo di Malta

   Il Bosco d’Alcamo, nel trapanese, deve la sua peculiarità al fatto che è il lembo residuo di quella che era un tempo una sughereta autoctona, ampiamente, comunque, rimboscata e ricostruita. 
bosco d'Alcamo: 
euforbia caracias
Quest'area, anche se rappresenta un ecosistema artificiale non pervenuto alla fase di equilibrio inalterabile, costituisce pur sempre  il risultato di un esperimento ben riuscito.
   


Zingaro: palma nana 
   Per ultime, non certo per evidenziarne una minore importanza, ricordiamo le riserve dello Zingaro e del Cofano, nelle quali sopravvive la palma nana e nidificano uccelli  molto rari.
  Nell’elenco delle riserve naturali siciliane quelle allocate nel territorio di Trapani, oltre a quelle appena nominate, sono: Isole dello Stagnone di Marsala, Foce del Fiume Belice e dune limitrofe, Isola di Pantelleria, Grotta di Santa Ninfa, Lago Preola e Gorghi Tondi, e le Egadi (riserva marina).
Egadi, isola di Marettimo